
BENEDETTO XVI
in occasione della solenne celebrazione del Corpus Domini.
Roma, 22 Maggio 2008
Adorare il Dio di Gesù Cristo, fattosi pane spezzato per amore, è il rimedio più valido e radicale contro le idolatrie di ieri e di oggi. Inginocchiarsi davanti all’Eucaristia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte. Noi cristiani ci inginocchiamo solo davanti a Dio, davanti al Santissimo Sacramento, perché in esso sappiamo e crediamo essere presente l’unico vero Dio, che ha creato il mondo e lo ha tanto amato da dare il suo Figlio unigenito (cfr Gv 3,16).
Ci prostriamo dinanzi a un Dio che per primo si è chinato verso l’uomo, come Buon Samaritano, per soccorrerlo e ridargli vita, e si è inginocchiato davanti a noi per lavare i nostri piedi sporchi.
Adorare il Corpo di Cristo vuol dire credere che lì, in quel pezzo di pane, c’è realmente Cristo, che dà vero senso alla vita, all’immenso universo come alla più piccola creatura, all’intera storia umana come alla più breve esistenza.
L’adorazione è preghiera che prolunga la celebrazione e la comunione eucaristica e in cui l’anima continua a nutrirsi: si nutre di amore, di verità, di pace; si nutre di speranza, perché Colui al quale ci prostriamo non ci giudica, non ci schiaccia, ma ci libera e ci trasforma".
Fonte Vatican.va




































4 interventi dei lettori:
Finalmente la comunione inginocchio! Spero che questo gesto del Papa sia di esempio e di incoraggiamento a molti e che le parole dell'omelia vengano meditate bene. Inginocchiarsi come professione di libertà, quante volte invece abbiamo sentito affermare il contrario...
Mi auguro che questa pratica continui nelle cappelle papali e che questo faciliti il suo estendersi a tutte le parrocchie, forse entro breve chi si inginocchia per comunicarsi non sarà più guardato come un extraterrestre verde con le antenne.
Grazie Padre Santo. Sono un Parroco e nelle Messe del Corpus Domini metterò l'inginocchiatoio per far si che molti si inginocchino per ricevere Gesù e citerò in tutte le omelie le parole del nostro grande pontefice...
Bonum diffusivum sui.
Grazie Padre Santo
Spero tanti altri parroci seguano il suo esempio.
Nella parrocchia di S. Ferdinando a Livorno i fedeli, da diversi mesi, hanno la possibilità di ricevere la santa Comunione in ginocchio anche alla Messa "novus Ordo". La Congregazione per il Culto Divino, in numerosi documenti (Lettera del 1-7-2002: cfr. "Notitiae" nov.-dic. 2002; Risposta 2372/00/L; Istruzione "Redemptionis Sacramentum", 91), ha dichiarato non solo che questa pratica è perfettamente lecita e non contrasta con nessuna rubrica, ma anche che ciascun fedele ha sempre e dovunque il diritto di ricevere l'Eucaristia in ginocchio, ferma restando la possibilità di fare la Comunione in piedi.
A mio avviso, nulla impedirebbe di usare, se c'è ancora, la balaustra. Le norme del messale di Paolo VI, infatti, prescrivono che i fedeli si accostino all'altare processionalmente, ma non impediscono che, una volta giunti davanti al sacerdote, ricevano il Sacramento disponendosi in fila. Poiché tuttavia la distribuzione alla balaustra potrebbe presentare qualche inconveniente nelle chiese dove una buona parte dei fedeli continua a ricevere la Comunione in piedi, si può ricorrere ad una soluzione simile a quella adottata ieri alla Messa papale, che è la stessa introdotta da tempo a S. Ferdinando.
Al centro dell'ingresso del presbiterio si dispone un inginocchiatoio piuttosto largo con il poggiamano ricoperto da una tovaglietta bianca. Al momento della Comunione, i fedeli si accostano all'inginocchiatoio e ricevono il Sacramento nel modo da loro scelto, in piedi o in ginocchio. Naturalmente il sacerdote, durante la Messa, avrà cura di illustrare ai fedeli la possibilità e l'opportunità di ricevere il Corpo del Signore in ginocchio: la maggior parte delle persone, infatti, crede che tale pratica sia proibita.
Devo dire che la nostra sperimentazione (nonostante le remore del parroco di insistere troppo su questo punto, per paura di fare troppo la figura del "tradizionalista") ha avuto un ottimo successo, specialmente tra le persone che vanno abitualmente a Messa. Del resto, prestare il massimo atto di adorazione al Signore presente nel Sacramento è un gesto direi quasi naturale, istintivo, spontaneo.
Mi auguro che, grazie all'iniziativa del Papa, la possibilità di ricevere la Comunione in ginocchio cessi di essere appannaggio di due o tre chiese più avanzate e sensibili, per diventare, nel giro di poco tempo, un fatto normale.
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