di Andrea Tornielli
Inizia a essere celebrata da questo pomeriggio a Legnano una messa cantata in rito ambrosiano antico, che si affiancherà all’unica fino ad oggi esistente (concessa anni fa dal cardinale Martini) nella chiesa del Gentilino, a Milano. Alle 17.30, nella chiesa legnanese di Sant’Ambrogio, in via sant’Ambrogio, il penitenziere emerito della cattedrale monsignor Attilio Cavalli presiederà l’antica liturgia ambrosiana. A partire dalla prossima settimana la celebrazione si terrà invece la domenica e nelle feste di precetto, sempre alle 17.30 e sempre nella stessa chiesa.
L’iniziativa è partita dal Movimento liturgico Benedettiano (www.rinascimentosacro.com), un gruppo che rappresenta la «via ambrosiana» al motu proprio Summorum Pontificum, con il quale Papa Ratzinger l’anno scorso ha inteso liberalizzare l’antico messale preconciliare.
Com’è noto, il documento di Benedetto XVI riguarda soltanto il rito romano, non quello ambrosiano, il cui «capo rito» è l’arcivescovo di Milano. Il 24 agosto 2007 il pro-presidente della Congregazione del rito ambrosiano, l’arciprete del Duomo monsignor Luigi Manganini, aveva firmato un comunicato nel quale si precisava che le nuove norme liberalizzatrici riguardavano «com’è ovvio, le parrocchie e le comunità di rito romano presenti in diocesi», e non quelle, cioè la stragrande maggioranza, di rito ambrosiano. Rimaneva in vigore un’unica messa domenicale in rito antico per tutta la diocesi, celebrata nella chiesa del Gentilino.
Ora, dopo un lavoro comune con il Movimento Liturgico Benedettiano durato sette mesi, e con il consenso del cardinale Tettamanzi, che ha autorizzato la celebrazione stabile, per i fedeli legati al vecchio rito sarà possibile partecipare alla messa antica anche a Legnano, celebrata secondo l’edizione del «Missale Ambrosianum» del 1954 edito dal beato arcivescovo Alfredo Ildefonso Schuster un anno prima della morte. È evidente l’intento della curia di Milano, con questa concessione, di cogliere lo spirito del motu proprio di Benedetto XVI, il quale aveva accompagnato il documento con una lettera rivolta ai vescovi per spiegare il significato dell’iniziativa, invitandoli ad essere generosi e accoglienti nei confronti dei fedeli rimasti legati alla liturgia preconciliare o desiderosi di conoscerla.
I membri del Movimento Benedettiano ci tengono a sottolineare l’importanza dell’avvenimento, nella linea di quella «riconciliazione liturgica» tra vecchio e nuovo rito auspicata dallo stesso Pontefice, e prendono invece le distanze da certe rivendicazioni «pretestuose e strumentalizzate, legate più a fini profani che ad una vera intenzione di edificare la Chiesa nella comunione di Cristo». La rivista su Internet conta circa 15mila affezionati lettori da tutto il mondo e sta per nascere un’associazione che possa coordinare gli eventi legati alla liturgia nella forma straordinaria in tutta Italia.
Fonte Il Giornale del 18 Ottobre 2008.




































5 interventi dei lettori:
E' stata un'esperienza fantastica corroborata da agape autentica, fervide preci, olocausto canoro e massima solennità. Strepitoso il concorso di popolo (tanto più che il parroco nn ha nemmeno dato pubblico preavviso di tale celebrazione ai fedeli per non urtare la suscettibilità di nessuno), il servizio liturgico e i sussidi bilingui predisposti. La pax ecclesiale così sancita rafforza la coesione e pastorale decanale e diocesana: un'iniziativa che apporta e apporterà molto frutto. Deo gratias!
si ma perchè c'erano dei playmobil vestiti da gladiatttori? Cosa centrano i costumi con i paramenti?
Credo siano i rappresentanti con i colori della contrada in cui sorge la chiesa di Sant'Ambrogio. A Legnano hanno un vivo senso delle tradizioni locali, quasi come i senesi al loro Palio. Niente di disdicevole quindi o di pretestuoso. Ma poi non parteciperannno certo ad ogni messa. A loro modo, insomma, han dato il benvenuto all'iniziativa a nome del popolo legnanese.
Guardiamo il positivo di tutto questo. Tuttavia continuo a pensare che la Chiesa di Milano caratterizzata dal rito ambrosiano avrebbe dovuto seguire "ovviamente e naturalmente" le indicazioni date dal Santo Padre per il rito Romano. Infatti per assurdo a rigore di logica la riforma del messale romano del 1970 non riguardava il rito ambrosiano e quindi gli ambrosiani avrebbero potuto mantenere il messale antico senza riformarlo, invece a suo tempo decisero di seguire la via della riforma, cosa che non hanno fatto invece in occasione del Motu Proprio. Pazienza....
Si è seguito il Papa nel 1970, non lo si è seguito nel 2007...
...concordo con areki....ma oggi è GIORNO DI FESTA ^___^
Te Deum Laudamus per una decisione che va ben oltre il MP di Benedetto XVI poichè trattandosi del rito antico Ambrosiano, la decisione spettava al card. Tettamanzi, ed egli ha donato nel meglio ^___^
Piccoli passi, piccoli passi, ma ricchi di AMORE, PASSIONE e mai di rivalsa o imposizione....
Riconosco a Tornielli un ottimo articolo ^___^
Fraternamente CaterinaLD
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