« Sai tu ciò ch'io t'ò facto
e ciò che t'ò donato?
Io te ò il corpo signato
dell'acerba Passione,
ad ciò ch'el confalone
io porte per via ».
(Anonimo)
L'antica osservanza dei Frati Minori
L'antica osservanza consisteva, lungo i secoli, nell'osservare la regola di S.Francesco approvata da papa Onorio III nella Bolla papale, SOLET ANNUERE, del 1223, confermata più di 25 volte dai suoi successori al soglio pontificio e spiegata magistralmente da Papa Nicola III, Clemente V e B. Innocenzo XI tramite giudizi definitivi. I frati minori osservanti si distinguono dai frati minori conventuali e dai frati minori cappuccini. I conventuali osservano la regola di S.Francesco mitigata successivamente da papa Giovanni XXII. I cappuccini hanno la vocazione di osservare la regola di S. Francesco come espressa nel suo testamento, senza essere vincolati dai decreti papali, con lo scopo di osservarla in modo più semplice e austero. I grandi santi dei conventuali sono S. Giuseppe da Copertino e S.Massimiliano Maria Kolbe. Quelli dei cappuccini sono numerosi: S. Lorenzo da Brindisi, S. Pio da Pietralcina, S. Felice da Cantalice, B. Marco d'Aviano, S. Bernardo di Corleone.
Nel 1950, quando Sua Santità Pio XII chiese agli ordini religiosi di aggiornare le loro costituzioni, i frati minori risposero in modo tale da rimuovere l'obbligo antico di osservare la regola radicalmente secondo i decreti papali che riguardavano l'osservanza senza attenuazioni.
Poi nel 1970, tramite la congregazione per i religiosi, i frati minori ricevettero il permesso di non considerare più obbligatoriamente la regola di S.Francesco, ma solo "spiritualmente". Attualmente le costituzioni dei frati minori contengono obblighi contrari alla regola di S. Francesco! Tra queste antiche osservanze, oggi abbandonate, sono il non usare denaro, il non possedere beni comunitari o personali, e l'uso esclusivo del rito romano antico.
Quindi nessun figlio di S. Francesco che sentisse la vocazione di vivere la regola senza attenuazioni come S. Francesco, S. Antonio, S. Giacomo delle Marche, S. Bernardino da Siena ecc. può, in tutta coscienza dimenticare o considerare superate queste osservanze antiche secondo i decreti pontifici, i quali dicono chiaramente che la regola di S. Francesco debba essere osservata così fino alla fine del mondo.
Per questo motivo ho avviato questo progetto: fondare un monastero di questa osservanza in Sicilia: per farla rivivere e creare un luogo dove riunire le vocazioni di questo tipo e santificare così la Chiesa universale.
Per rivivificare la vita francescana minoritica
L'antica vita francescana consisteva nell'osservanza obbligatoria della Regola di San Francesco: nella forma classica la Regola di San Francesco fu osservata secondo i decreti dei Sommi Pontefici, i quali parlavano infallibilmente, nei loro giudizi, della volontà di San Francesco, manifestata nella sua Regola Bollata, confermata da Papa Onorio III nell'anno Domini 1223.
La vita di questi osservanti francescani, di questi frati minori, attraversò secoli della storia della Chiesa, sempre fruttuosa di Santi, in tutta l'Italia e specialmente in Sicilia. Sant'Antonio da Padova, che sbarcò al Portogallo a Milazzo; San Bonaventura da Bagnoreggio, in Toscana, e San
Bernardino di Siena, che predicava il Santo Nome di Gesù.
Tra i primi santi francescani in Sicilia ricordiamo il Beato Gandolfo da Binasco, che morì a Polizi Generosa nel 1260; il Beato Simeone e il suo compagno, il Beato Gerardo Cagnoli, di Padova, che si fece frate nel 1307 a Randazzo, e che visse a Palermo (Basilica di San Francesco); il Beato Riccardo da Caltagirone, il Beato Eletto da Messina ed il Beato Benigno Romano, di Palermo.
Poi, prima del Concilio di Trento, ricordiamo San Bernardino da Siena, che predicava la penitenza e la gloria del nome santo di Gesù, ed il suo compagno fedele, il Beato Matteo di Grigenti (Agrigento), entrambi frati minori. A costoro seguirono il Beato Arcangelo di Calatafimi, che ripristinò l'antica osservanza nel '400 e che morì ad Alcamo; San Benedetto il Moro, che visse a Palermo; il Beato Benigno Romano, nato a Palermo, ed il Beato Giovanni Bucca.
E non possiamo dimenticare gli altri santi francescani siciliani come la Beata Lucia da Caltagirone, vergine e clarissa, sepolta nel 1304 a Salerno; Sant'Eustochia Smeralda da Messina, l'incorrotta, che restaurò l'osservanza della Regola di Santa Chiara a Messina nel '400; così come i frati cappuccini San Felice da Nicosia e San Bernardo da Corleone, e i santi francescani laici: il Beato Guglielmo Buccheri di Noto che fu ferito gravemente per salvare la vita all'imperatore tedesco Federico II alle pendici dell'Etna, e che, essendo stato guarito da Sant'Agata dopo la comunione, si convertò e si fece membro del terz'ordine di San Francesco, visse molti anni come eremita e fu sepolto a Sciacca, e il Beato Corrado da Piacenza, che morì a Noto, anch'egli eremita e amico del Beato Guglielmo.
Tutti questi santi frati francescani celebravano secondo il Rito Romano Antico, il rito obbligatorio della Regola di San Francesco, ed il rito che il Santo salvò dal rischio di scomparsa, quando chiese le ultime copie esistenti dei libri liturgici di questo rito dalle mani di Papa Innocenzo III Il Messale Regolare del nostro ordine fu il primo "messale" scritto al mondo; fu adottato come rito della diocesi di Roma sotto Papa Niccola III, ristampato come il Messale della Curia Romana un secolo prima del concilio tridentino ed imposto come rito comune nella Chiesa Occidentale dal domenicano Papa San Pio V.
Per rivivificare questa santa tradizione francescana siciliana, vi chiedo umilmente il vostro sostegno ed appoggio nell'aiutarmi a fondare un convento d'osservanza tradizionale francescana in Sicilia. I passi per la realizzazione del progetto saranno i seguenti: trovare un lotto di terra con un casale rustico abbandonato, anche un rudere; restaurarlo e, con gli anni, aggiungere altre stanze, in modo da edificare una casa idonea ad ospitare 12-20 frati, un centro di preghiera, un centro di studio degli antichi scrittori francescani, della teologia scholastica ad mentem di S. Bonaventura e di San Tommaso, un luogo per la celebrazione della Messa Tradizionale e per la formazione dei fratelli e dei sacerdoti. Cerco e accetto qualsiasi aiuto possiate offrire per portare avanti questo progetto, sia il vostro talento sia le vostre offerte.
Grazie alla Divina Providenza del Nostro Sommo Signore Gesù Cristo, e tramite l'intercessione potente della Madonna di Tindari, nel suo incontro personale con Sua Eccellenza Mons. Ignazio Zambio, il Vesovo di Patti, 23 Febbraio 2009, in resposta al richesto di Frà Alessio Bugnolo di domiciliarsi nella diocesi, di vivere la vita francescana [che viveva nella Diocesi di Fall River per 12 anni, con la conoscenza di Monsignor Sean Patrick O'Malley, OFM Cap.], di portare l'abito francescano, di mendicare per sostegno materiale, e di fare casa che possa servirgli personalemente, il Vescovo gli ha detto "Sì."
Questo "sì" non è approbazione, né permesso, né mandato, né licenza canonica; è meremente un'affirmazione che riguarda la libertà che Frà Alessio Bugnolo gode in seguire Nostro Signore Gesù Cristo, secondo le orme di San Francesco, in communione con la Chiesa. Frà Alessio Bugnolo non è sacerdote, non è stato incardinato nella Diocesi di Patti, e la sua presenza là significa nessuna forma di appogio, o sostengno, o approbazione formale canonicale dalla Curia o dal Vescovo: il "sì" nemenno significa che il Vescovo condivide la visione personale di Frà Alessio Bugnolo propria.
La residenza attuale di Frà Alessio Bugnolo è sufficiente per le vocazioni che vogliono intraprendere il discernimento della vocazione in un ambito religioso come questo. Egli invita tutti coloro che hanno questa ispirazione a contattargli [è possibile farlo anche scrivendo a RS, n.d.R.], la quale residenza è:
Se qualcuno in ricerca vocazionale vuole parlare con lui per telefono, lasci un messaggio privato a questo blog.
Inolte, è possibile incontrargli regolarmente alla Messa nella forma straordinaria che si celebra nella Chiesa di San Francesco di Paola, in Via San Francesco di Paola, ad Acireale (CT), ogni domenica alle 10.30.
Una chiamata alle "forze armate" di S. Francesco
Prego tutti gli uomini celibi di ascoltarmi!
Chiamo tutti ad abbracciare la milizia di San Francesco per opporsi al diavolo e ai nemici della Chiesa. Tutti gli uomini possono vivere come penitenti e farsi santi. San Giovanni Bosco diceva che circa il 60% dei ragazzi cattolici ha la vocazione religiosa. San Francesco ha fatto appello apertamente a tutti, lasciando a ciascuno la decisione di seguire il nostro Sommo Re, Gesù Cristo, nella battaglia spirituale contro i nostri peccati, vizi, contro i demoni e i nemici della Chiesa cattolica romana.
Anch'io unisco la mia voce a questo grido di chiamata alle armi!
Meditate tutti, rifugiatevi nel segreto del vostro cuore, in preghiera. Adesso è il tempo propizio per comprarsi un biglietto di ingresso certo al cielo tramite la rinuncia a tutto come frate francescano per amore di Gesù Cristo. Il prezzo del cielo è infinito! Anche il sangue preziosissimo di Gesù, di valore infinito, non basta se tu non rispondi. Gesù ti offre questa grazia: rispondervi è un modo sicuro per conseguire la salvezza. Quanto vale una vita? Non saremmo pazzi a rifiutare di comprare un tesoro di valore infinito in cambi o di una vita dal valore minimo? Non esiste una gloria più grande di un'anima che sacrifica sé stessa per farsi religiosa!
Vi chiamo tutti alle armi!
Tutti coloro che possono diventare sacerdoti e anche quelli che non ne sono in grado. Tutti coloro che non hanno debiti, che sono incensurati, che sono cattolici e di sesso maschile. Siate frati francescani con me e diamo battaglia per riacquistare l'Italia* alla fede tramite penitenza e povertà, sotto le insegne del nostro potentissimo capo, San Francesco!
Una grande differenza tra la nostra formazione e quella di altre congregazioni è che la nostra regola ammette uomini di qualsiasi età.
Se hai almeno 17 anni, non importa se ne hai 25, 45, 75 o 90 anni. Se sei nelle condizioni necessarie di buona salute e conforme ai requisiti menzionati poc'anzi, la regola di S. Francesco ammette la possibilità della vocazione. Molti uomini perdono le speranze di servire Cristo e la sua Chiesa perché dicono a sé stessi: "sono troppo vecchio!"
L'ordine di S. Francesco ha santi di 45, 55, anche 80 anni. Tutti possono santificarsi nell'ordine di S. Francesco. Quindi se hai questo desiderio, non permettere al demonio di convincerti ad accantonare la vocazione francescana.
La formazione intellettuale
Un'altra peculiarità nella formazione è che tutti studieranno. Mio padre era docente all'Università Columbia, New York e anche mia madre è stata professoressa tutta la vita. Ho molta fiducia nell'utilità dello studio, dell'educazione scolastica. Sono convinto che tutti possano imparare e che la formazione intellettuale dell'uomo sia parte intrinseca ed essenziale della formazione religiosa di ogni membro della comunità.
Per questo motivo voglio fare del monastero un centro di studio del latino, della Scolastica (San Tommaso, San Bonaventura, il Maestro Pietro Lombardo e i suoi contemporanei). Sposo pienamente il metodo scolastico nella teologia e voglio che tutti siano preparati come si deve all'apostolato tra la gente, sia per mezzo delle prediche che l'insegnamento del catechismo, scrivere libri ecc. Quindi anche se molte comunità religiose prima e dopo il Concilio hanno abbandonato la formazione intellettuale dei loro membri secondo gli scritti dei santi Dottori della Chiesa, Deo volente, non sarà così in questo monastero.
Per preparare questa riproposizione dello studio di teologia scolastica ho studiato privatamente per dieci anni gli scritti di San Bonaventura, gli stessi saranno il fondamento spirituale e teologico della comunità, alcuni dei quali si possono leggere in latino o in inglese tramite i seguenti link
"Vieni, fratello, andiamo a predicare".
Risponde il fraticello disarmato:
"Ma padre, come posso predicare
io che sono tanto ignorante?".
"Non ti preoccupare,
andiamo, andiamo a predicare".
Van girando i frati per la città,
e pregano insieme camminando,
salutan tutti in pace e umiltà.
Dei poverelli si fan fratelli,
aiutano insieme i bisognosi.
Dice infine san Francesco al compagno:
"Vieni, fratello, torniamo al convento".
"Ma, padre mio, e la nostra predica?!".
Sorridendo gli replica san Francesco:
"Ma è già finita, fratello mio.
La più bella predica è l'esempio:
noi oggi l'abbiamo fatta cosi!".
Caravaggio, L'estasi di San Francesco - 1595, Wadsworth Atheneum, Hartford, Connecticut.




































34 interventi dei lettori:
Vi prego... per mantenere la credibilità di questo blog, continuate ad occuparvi di liturgia e addentellati! Non entrate nei meandri della Vita religiosa. Un testo come questo sembra scritto citando dalla Treccani, più che dai testi della tradizione francescana.
Un paio di appunti a mo' di esempio. Prima di criticare una presunta osservanza "solo" spirituale di qualsiasi Regola, si rifletta su cosa sia lo spirituale cristiano. E poi si argomenti.
Come mai la tanto amata Regula santi Francisci non è mai citata? E il Testamento, che auspica: «affinché osserviamo più cattolicamente la Regola che abbiamo promesso al Signore»?
Non tutto ciò che "sa" di tradizione, è sicuramente tradizionale.
Un vostro fedele lettore.
La Bellezza salverà il mondo. Non l'estetica.
Se da un certo punto di vista condivido la critica di Anonimo, devo dire che però il testo pubblicato sia uan lettera di Alexis Bugnolo (il frate che vuole (ri)fondare questa comunità religiosa) e come tutte le lettere ricevute è stata pubblicata senza alterazioni.
Credo quindi che non si possa criticare la redazione di Rinascimento Sacro per un testo che non è suo.
Io credo che non si debba parlare solo di liturgia. Nel movimento tradizionale (soprattutto tra i fedeli che affermano di essere in piena comunione col Papa), c'è il rischio di interessarsi solo degli aspetti esteriori della liturgia, trascurando l'aspetto spirituale del cristianesimo. Ciò che conta davvero è la salvezza delle anime per la maggior gloria di Dio. Le varie forme liturgiche sono importanti, ma sono un aspetto secondario rispetto all'obiettivo principale. Anche io apprezzo la Messa tridentina, ma resterei amareggiato se mi accorgessi che certe persone conoscono benissimo il Trimeloni e magari trascurano gli scritti spirituali dei grandi Dottori della Chiesa (soprattutto quelli che riguardano la pratica delle virtù cristiane e la meditazione dei novissimi).
Delirante nei passaggi in cui si afferma che la regola di S. Francesco prescrive il "rito antico". Ma stiamo scherzando? San Francesco nella sua regola dice di essere "sudditi e soggetti" della Santa Chiesa Romana, non si è mai occupato di questioni liturgiche: la Chiesa fa le sue riforme come e quando vuole, senza chiedere permesso a nessun ordine religioso. E' vero che dopo San Francesco, Alessandro di Hales, maestro dell'Ordine, preparerà il messale che venne poi adottato dalla Curia Romana per la sua praticità e stringatezza. Quindi, se proprio vogliamo, è la Chiesa Universale che ha col tempo adottato il rito francescano, perdendo il vero e proprio rito antico, che era quello papale (con tutte le particolarità che sopravvivevano ancora fino alla riforma post-conciliare).
Ma quali messali consegnati in mano a san Francesco per salvare il rito antico? Scherziamo?!
Il povero confratello deve essere curato anche per le altre affermazioni sulla vita religiosa e sulle derive di cui accusa tutti i francescani indistintamente. Ma mi fermo alle questioni liturgiche.
Scusate, ma se dice di avere il telefono e usa internet, ma non vuole toccare il vile denaro, come le paga le bollette questo fraticello "osservante" e zelante la Santissima Povertà (che è una Signora seria)?
Che tutti i francescani, presto o tardi, tornino a diventare conventuali non ci sono dubbi storici; ma che un riformatore focoso come l'autore di questa lettera, sia già tornato a usare i soldi mentre scrive che non si deve farlo, è proprio il colmo.
E poi, scusate, un francescano che scrive "Sant'Antonio da Padova" invece che Sant'Antonio di Padova, mi sa che è ben poco devoto del grande confratello portoghese che pretende di emulare.
Attenzione con questo frate. Forse nella Italia non si conosce -ancora- ma, malgrado la sua età, è un esperto in francescanesimo molto conosciuto negli USA. Veramente sorprende la sua scelta, potrebbe benissimo fare il professore a Columbia o Harvard.
Ah, ricordate, è americano, madre lingua inglese.
...di/da, quello è arrabbiato, come paga le bollette... calmi! Così si fa solo polverone.
Chiedo alla Redazione che sempre si è mostrata attenta e prudente di evitare che si facciano processi (sommari). Se si è valutato meritevole di pubblicazione il comunicato vuol dire che proviene da una fonte seria sulle cui posizioni si può concordare o dissentire. Invece alcuni interventi mi sembrano fuori luogo.
A.H.
Credo che le bollette le paghino i benefattori. Quando il frate riceve una boletta la consegna a qualche benefattore di buon cuore che si accolla l'onere di pagarla. E' una forma di elemosina.
Purtroppo devo insistere anche io sul fatto che non è il caso di divulgare attività di chi pensa che il Concilio Vaticano II sia un'eresia. Questo "frate" di voti privati è stato dimesso dai bravi Frati Francescani dell'Immacolata (chiedetevi il perchè).
Basta leggere qui se non ci credete: http://www.traditioninaction.org/Questions/B049_Petition.shtml
http://www.traditioninaction.org/Questions/B049_Petition.shtml
il link era tagliato
L'articolo citato risale a prima del 2006 ora siamo nel 2009, una persona può sempre avere uno sviluppo nelle proprie opinioni e comunque, se davvero farte Bugnolo ritenesse che il concilio vaticano II è un eresia, mi domando allora perchè ha chiesto l'incardinazione ad un vescovo diocesano e non a gente come la fsspx e dintorni.
....suggerisco di leggere qui
http://www.franciscan-archive.org/faq.html
certo che è stato "dimesso" altrimenti non potrebe aprire una nuova fondazione...^__^
non facciamo i pignoli e i disfattisti, abbiamo storie di santi Fondatori e Fondatrici provenienti dai Conventi che lasciavano quella dimora per fondarne di nuove...e non avevano certo vita facile all'inizio ^__^
anzi non pochi venivano contestati, ma tant'è....
Inoltre non ho letto assolutamente nella lettera un attacco al Concilio Vaticano II...ma bensì un forte desiderio a voler riabbracciare quella vocazione nel suo modo ORIGINALE e non spirituale...perchè criticarlo?
Perchè tutto ciò che riguarda un desiderio a voler ritornare alle origini DI UN CARISMA deve essere letto come un attentato al Concilio?
Se son rose fioriranno, ed auguro a questo Francescano l'aiuto incessante dello Spirio Santo e la benevola protezione di Maria Santissima...
Fraternamente Caterina, Terziaria Domenicana
...pensavo allo scandalo che diede santa Teresa d'Avila quando volle ritornare alla Riforma del Carmelo e perfino SCALZI....provate ad immaginare le discussioni e le contestazioni che si sollevarono...^__^
Nel 1560 ebbe la Prima Idea di un Nuovo Carmelo ove potesse vivere meglio la sua Regola, realizzata due anni dopo col Monastero di San Giuseppe, senza rendite e "Secondo la Regola Primitiva": espressione che va ben compresa, perchè allora e subito dopo fu più nostalgica ed "eroica" che reale...^__^
Cinque anni più tardi Teresa ottenne dal Generale dell'Ordine, Padre Giovanni Battista Rossi - in Visita in Spagna - l'Ordine di moltiplicare i suoi Monasteri ed il permesso per due Conventi di "Carmelitani Contemplativi" (poi Detti Scalzi), che fossero Parenti Spirituali delle Monache ed in tal modo potessero Aiutarle.
Alla morte della Santa i Monasteri Femminili della Riforma erano 17. Ma anche quelli Maschili superarono ben presto il numero iniziale; alcuni con il Permesso del Generale Padre Rossi, altri - specialmente in Andalusia - contro la sua volontà, ma con quella dei Visitatori Apostolici, il Domenicano Vargas ed il Giovane Carmelitano Scalzo Girolamo Graziano (questi fu inoltre la Fiamma Spirituale di Teresa, al quale si Legò con Voto di far qualsiasi cosa le avesse chiesto, non in contrasto con la Legge di Dio).
Ne seguirono incresciosi incidenti aggravatisi per interferenze di Autorità Secolari ed altri estranei, sino all'Erezione degli Scalzi in Provincia Separata nel 1581. Teresa potè Scrivere: "Ora Scalzi e Calzati siamo tutti in pace e niente ci impedisce di Servire il Signore".... e Teresa divenne così tra le Massime Figure della Mistica Cattolica di tutti i Tempi....
^__^
LASCIATE LIBERO LO SPIRITO....naturalmente quello autentico che non si pone contro qualcosa o qualcuno, ma che desidera solo una vita eroica per il bene di tutti....
Gent. Caterina, i Frati Francescani dell'Immacolata sono essi stessi una riforma dei Francescani per vivere con purezza la regola originaria e celebrare la liturgia antica. Perchè moltiplicare i carismi? In questo caso, mi creda, si tratta di ben altro: di divisione per mettersi in proprio. Il fatto che da anni questo signore che si dice frate, ma lo è per conto suo, non abbia trovato seguaci negli Usa e ora li cerchi in Italia dovrebbe mettere sul chi va là. Scusate, ma cercare di screditare gli ordini riconosciuti dalla Santa Sede non è fare un buon servizio alla Chiesa. Va bene mettersi dalla parte dei piccoli, ma smettiamola di esaltare chi si divide e in nome della povertà calpesta l'obbedienza!
Regola Bollata di San Francesco, Cap. X: "et non curent nescientes litteras litteras discere" = "E coloro che non sanno di lettere, non si preoccupino di apprenderle".
Peccato che il dotto fra Alexis scriva: "Un'altra peculiarità nella formazione è che tutti studieranno. ... Ho molta fiducia nell'utilità dello studio, dell'educazione scolastica. Sono convinto ...che la formazione intellettuale dell'uomo sia parte intrinseca ed essenziale della formazione religiosa di ogni membro della comunità.
Per questo motivo voglio fare del monastero un centro di studio del latino..."
Non per far polemica, ma se osserva la Regola anche nel resto come vuole osservarla per la prescrizione dell'umiltà e della semplicità francescana comandata nel testo della Regola da San Francesco, devo dire che iniziamo proprio bene. Non lo sa che proprio per gli studi (che costano, hanno bisogno di tempo, di biblioteche, di libri ecc..) si è rilassata la povertà originaria? Se vuole riprendere la vita di San Francesco sarà meglio che lo imiti.
Per carità, io gli faccio tanti auguri, ma per studiare il latino e la Scolastica ci sono già a Roma ottime Università Pontificie Francescane. A questo punto vado lì direttamente senza passare dalla Sicilia.
Io penso che un po' di umiltà farebbe bene a questo "figlio di professori universitari" più che figlio di quel Santo che diceva nel suo Testamento: "eravamo illetterati e sottomessi a tutti.Ed io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; e voglio fermamente che tutti gli altri frati lavorino di un lavoro quale si conviene all'onestà".
C'è da dire però, che è stato accolto dll'ordinario del luogo.. non è uno di quei "chierici vagantes" che passano di diocesi in diocesi senza mai avere autorizzazioni e danno solo grane ai posti che visitano.
Io direi: diamogli fiducia, in fondo questa persona fa parte della Chiesa, vuole lavorare per la Chiesa, lasciamo agire lo Spirito: "nessuno è padrone dello Spirito". Non giudichiamo ora nè la persona nè le sue idee, tanto se il progetto è buono darà frutto, altrimenti sarà stato solo l'annuncio di un visionario su di un sito internet.
Giovanni, i Frati Francescani dell'Immacolata non sono "una riforma francescana per vivere con purezza la regola originaria", sono semplicemente un altro carisma, sono soprattutto mariani. La purezza della regola originaria non è qualcosa prioritaria per loro. Infatti il colore dell'abito (blu e grigio) non è "originario" francescano.
Neanche i Frati si sono costituiti per "celebrare la liturgia antica", infatti, dal 1970 al 2007 (Summorum Pontificum) hanno celebrato Novus Ordo.
In conclusione il Frate italo-americano vuole fare qualcosa che oggi nessuno fa.
Un agriturismo in cui si passa il tempo a studiare Bonaventura?
Arrivo, subito, subitissimo.
A me la lettera ispira d'istinto una notevole diffidenza. Strumenti sbagliati, parole sbagliate, percorso sbagliato. Altro che spirito francescano delle origini, pare la versione sicula della Massachusetts Bay Colony! Molto, mooolto americano.
Con il più grande amore per la Liturgia tradizionale, in questo caso io dico alla larga! Per altre vie, per altri porti...
Qualche tempo fa Fra` Alexis Bugnolo aveva provato a realizzare in suo proggetto a Sessa Aurunca:
http://www.franciscan-archive.org/life.html
Qualcuno sa come mai non funziono`?
Certe reazioni scandalizzate sembrano le reazioni di chi ha paura che questa iniziativa possa fare proseliti. E non sarebbe la prima volta che accade ciò anche in altri ordini monastici. Invito gli scettici e i dubbiosi scandalizzati a leggere questo bel libro "Tre frati ribelli" di M. Raymond - San Paolo edizioni - € 17,00. Avreste da meditare, anzichè criticare!
Lucpip
Pubblicando la lettera di Fra' Alexis Bugnolo Rinascimento Sacro non ha in alcun modo voluto schierarsi a favore o contro una persona e la sua ambizione spirituale, delle quali, peraltro, non abbiamo altri elementi che quelli proposti alla Vs. lettura.
In dubio, pro reo.
Quando abbiamo ricevuto questa lettera, vinta qualche inevitabile perplessità, che qui non vogliamo approfondire, ne abbiamo apprezzato l'energia e l'entusiasmo e l'abbiamo unite al dovuto beneficio dell'innocenza e della retta intenzione. Il motivo per farlo è, come sempre, il giudizio di un Vescovo, il quale s'è preso in carico la responsabilità di fronte a Dio e agli uomini. Noi abbiamo deciso di contribuire dando a questa "ambizione riconosciuta" una possibilità diciamo così mediatica.
Come ogni scelta che si riprometta di giovare alla Chiesa anche questa aspirazione all'"Antica Osservanza francescana", qualunque cosa essa voglia dire, va quantomeno ascoltata, conosciuta e rispettata.
Ciò tuttavia non esime dal poter giudicare certe espressioni eccessive, ne ritenere "smodate" o "fuori luogo" le pretese; sappiamo che qualche francescano avrebbe, a ragione, il suo bel da dire. A qualcuno l'abbiamo pure chiesto e ne condividiamo le riserve.
Ma non crediamo si possa inficiare la bontà di un intero discorso semplicemente per alcune parole scritte in un non perfetto italiano. Altro, invero, non abbiamo.
Chi è fra' Bugnolo e che aspettative possono esserci da questa iniziativa lo sapremo solo dai frutti che darà e che lo Spirito vorrà concedergli nel tempo.
Se non ce ne saranno, avremo la carità di non sottoporlo più alla Vs. attenzione. Se ve ne dovessero essere, Dio non voglia, di pessimi, avremo la medesima carità nel denunciarlo. Blandire vocazioni, assenti i minimi presupposti eclesiali, è sommamente pernicioso.
Fino ad allora proponiamo il silenzio su quest'uomo e invitiamo a dibattere, piuttosto, sul carisma francescano. Che, per inciso, non può certo essere legato unicamente al rito antico: non facciamo i francescani più di San Francesco.
Al contempo non mettiamoci nella spiacevole situazione di ritrovarci a combattere eventuali opere di Dio con l'ipoteca sul passato presunto di un uomo, che per ora ha chiesto, a modo suo, solo credito di fiducia e preghiere.
"La Bellezza salverà il mondo. Non l'estetica."
Ringrazio personalmente il lettore che ha postato questa illuminante frase. Spero mi porti sempre buon consiglio.
Antica o moderna caro fra' Alexis basta che sia Osservanza. Osservanza dell'Obbedienza anzitutto. A quel Papa che è Benedetto XVI e ai 21 Concili di Santa Madre Chiesa. Di più non dico.
Ho come la sensazione che coloro che hanno mosso vivace protesta siano religiosi francescani, guarda caso.
Io dico tempo al tempo, chi vivrà vedrà. Dopotutto gli è solo stato dato modo di far udire la sua voce.
Gentile Fratelli nel signore,
La prego perdonarmi per il mio imperfetto italiano. Quel testo della mia lettera, che ho scritto in inglese, fu tradotta in fretta da una benefattrice. Non scrivo neanche tale buon italiano.
La regola di S. Francesco richiede il Rito Antico Romano: nel capitolo dove dice: secundum Ordinem Sanctae Ecclesiae Romanae. Secundo i più studiosi in questo argomento. Basta leggere:
Fr. Stephan J. P. Van Dijk, The Ordinal of the Roman Church, (Fribourg, 1975), esp. pp. XVI-LXIII.
e Msgr. Pierre Batifol, History of the Roman Breviary, (Longmans, Green & Co., New York, 1912), pp. 160-64.
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Poi, non uso mai il denaro: le bollete si pagano dai benefattori.
Poi, il studio non è contra la Regola, perchè San Francesco stesso ha dato permesso a San Antonio di Padova per insegnare i frati teologia. Sann Bonaventura fu frate francescano e ministero del Ordine.
Poi, non ho disprezzato nessun altro gruppo di frati, ho parlato sinceramente e veramente della realtà delle osservanze attuali. Si non vi piace che ho detto, fa un indagine sulle constituzione dei vari gruppi.
Poi, non ho mai negato il concilio: ho proposto un soluzione: che il Santo Padre mente afferma che fu concilio della Chiesa, spiega che l'insegnamento del Concilio non è obbligatorio attualemente a nessuno, ed che è sola provisorio.
Questa non è un proposto eretico.
Non ho cercato vocazione negli Stati Uniti, ho voluto trovare un vescovo prima. Se ho trovato un vescovo siciliano prima che un americano, parla sulla bontà di lui, non la cattiveria di me.
In fine, l'ossservanza della Regola non è questione di estetica: la Regola di San Francesco è fondata sul insegnamento di Gesù Cristo, il vero Dio e vero Magistro delle nazione.
Vi saluto tutti con un preghiera e la pace.
Il melgio non è mai l'inimico del buono, nel il buono l'inimico del meglio.
Senza dubbio, osservare la Regola secondo i decreti dei Successori di San Pietro è meglio che non farlo: ed è il modo più cattolico oggetivamente.
Frà Alessio Bugnolo
Giovanni (un carmelitano) ha detto...
Gent. Caterina, i Frati Francescani dell'Immacolata sono essi stessi una riforma dei Francescani per vivere con purezza la regola originaria e celebrare la liturgia antica. Perchè moltiplicare i carismi? In questo caso, mi creda, si tratta di ben altro: di divisione per mettersi in proprio. Il fatto che da anni questo signore che si dice frate, ma lo è per conto suo, non abbia trovato seguaci negli Usa e ora li cerchi in Italia dovrebbe mettere sul chi va là. Scusate, ma cercare di screditare gli ordini riconosciuti dalla Santa Sede non è fare un buon servizio alla Chiesa. Va bene mettersi dalla parte dei piccoli, ma smettiamola di esaltare chi si divide e in nome della povertà calpesta l'obbedienza!
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Caro Giovanni fratello Carmelitano, lungi da me il denigrare gli Ordini riconosciuti dalla Chiesa...
Sulla "moltiplicazione" dei carismi occorre chiedere ai vari Kiko quanto ci sia di puro nel loro interno...e non una richiesta di un frate che vuole semplicemente tornare alle origini senza inventare nuove dottrine le quali invece sono eretiche e taciute nella Chiesa...
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Io vedo nel mio Ordine Domenicano il proliferare di congregazioni femminili...e nessuno se ne lamenta...alcune non portano più l'abito, sono chiramente progressiste e quant'altro...
sottolineo dunque che quando a proliferare sono forme progressiste, nessuno se ne lamenta, quando a crescere sono carismi tradizionali allora diventa DIVISIONE o rischio di divisione nella Chiesa...
non sono anche questi, caro Giovanni, giudizi di intolleranza?
Faternamente CaterinaLD
Questa ultima notazione, Caterina, mi pare assai pertinente.
Non so se ho capito bene. Fra Bugnolo afferma che "l'insegnamento del concilio non è obbligatorio attualmente..."
Cosa si intende dire?
Anonimo (29 marzo 2009 8.28):
Lei ha capito male.
Perchè ci sono tanti religiosi che odiano il loro santo fundatore?
Perchè tali odiano quelli
che amano loro fundatore?
Vediamo che tra quelli che amano il stesso c'è sempre pace.
Quindi, questi che criticano Frà Alessio me sembrano quelli che odiano San Francesco.
http://www.franciscan-archive.org/misc/dichiarazione-pubblica.html
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