venerdì 17 aprile 2009

FFI: Padre Manelli per gli 800 anni della Regola celebra nella forma straordinaria in Laterano.

A 800 anni dall'approvazione della regola, i francescani, e in particolare i Frati dell'Immacolata, dimostrano che la santa umiltà di Francesco e la potenza della Vergine sono fondamenta su cui reggere qualunque terremoto. Per questo lo Spirito continua a costruirvi sopra la sua Chiesa, con meravigliosi risultati.
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In occasione dell' VIII centenario dell'approvazione della Regola di San Francesco d'Assisi, datata 16 Aprile anno di Grazia 1209, i Francescani dell'Immacolata hanno festeggiato con particolare solennità l'evento, in concomitanza con il Capitolo delle Stuoie di Assisi, il raduno che i francescani di tutto il mondo stanno tenendo proprio in questi giorni e che termineranno domani a Castelgandolfo dal Papa. E così, ieri mattina, Giovedì 16 Aprile 2009, a ottocento anni esatti dal profetico gesto di Innocenzo III, il fondatore del ramo francescano dedicato alla Vergine Immacolata, padre Stefano Maria Manelli, ha celebrato una solenne Messa nientemeno che all'altare papale della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, e lo ha fatto nella forma straordinaria del rito romano, secondo la peculiarità liturgica di quest'istituzione consolidata dopo il Summorum Pontificum. Attorno a lui si sono stretti i numerosi figli spirituali, frati, suore e monache, per confermarsi, con l'intero Ordine francescano, figli obbedienti di Pietro, il Pastore che da quella Cattedra pasce infallibilmente il Suo Gregge e che già una volta si è servito di loro per riformare la Chiesa.

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Un nostro ben noto amico francescano conventuale ci ha spiegato dal suo blog cos'è il Capitolo delle Stuoie.

"Sono iscritti più di 1700 frati al "Capitolo delle Stuoie", l'incontro mondiale dei francescani di tutte le obbedienze del Primo Ordine e del Terz'Ordine regolare, che si svolgerà ad Assisi dal 15 al 18 Aprile. Il motivo del raduno è solennizzare l'ottavo centenario del dono della approvazione della prima Regola di San Francesco, il proposito di vivere "secondo il Santo Vangelo", che papa Innocenzo III confermò nel 1209. Il culmine del pellegrinaggio mondiale sarà quindi il rinnovato incontro dei figli di Francesco con il successore di Pietro, per confermare che tutto l'Ordine, fedele al fondatore, vuole rimanere "suddito e soggetto" alla Santa Chiesa Romana nella persona del Pontefice.

Anche il vostro sottoscritto sarà a questo appuntamento. Soprattutto per portare l'affetto di tutta la sua comunità francescana a papa Benedetto, con la speranza che un giorno non lontano possa venire a visitare il Santuario antoniano di Padova, che dopotutto, è casa sua.

A proposito di Capitolo delle Stuoie, il cui nome si deve all'incontro di oltre 5000 frati voluto nel 1221 da San Francesco proprio ad Assisi, mi dispiace notare che pochissime fonti mettano in evidenza che a quel grandioso raduno c'era anche un fraticello sconosciuto di nome Antonio. Antonio da Lisbona. Entrato nell'Ordine per fare il missionario tra i saraceni, ma - purtroppo per lui- sfuggito al suo tentativo di morir martire. Sbarcato in Sicilia, risalì la penisola per giungere ad Assisi. Lì partecipò e sicuramente vide ed ascoltò il Serafico patriarca; forse - non si sa- non riuscì quella volta ad avvicinarlo personalmente.

L'umile fraticello portoghese, della seconda ora francescana, sballottato dalla Provvidenza prima in Romagna, poi nel sud della Francia e infine a Padova, diverrà quel gigante del francescanesimo che è da tutti conosciuto come ANTONIO DI PADOVA. I confratelli antichi lo rappresentavano quasi sempre accanto a Francesco, spesso a destra e a sinistra della Vergine santa. I frati di oggi, si sono un po' troppo scordati di questo santo, il più grande dell'Ordine insieme al fondatore. Il più vicino ai poveri e alle loro esigenze materiali e spirituali. All'antico capitolo delle stuoie passò inosservato, il giovane di Lisbona, speriamo che ottocento anni dopo, i suoi fratelli, rileggendo le antiche fonti, ricordino che, come Francesco è "alter Christus", così Antonio è chiamato "alter Paulus". Siamo ancora nell'anno Paolino, no?"


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Rinascimento Sacro si unisce alla gioia dei fratelli francescani.


Photo FFI 2009 per RS, all rights reserved. Ringraziamo il nostro anonimo lettore per le precisazioni.

18 interventi dei lettori:

Anonimo ha detto...

Temo che i FFI & co. non stiano partecipando al Capitolo delle stuoie dato che questo, in contemporanea si stava e si sta svolgendo ad Assisi. I "capitolari" (solo - si fa per dire - ofm, ofmconv, ofmcap e tor) saranno non a Roma ma a Castelgandolfo soltanto domani, sabato... perché il Papa è lì.
Il programma è nel sito del Capitolo.
Credo che la celebrazione in Laterano sia una iniziativa FFI sganciata dal Capitolo: un ringraziamento per gli otto secoli della protoregola proprio nel luogo dove Innocenzo III diede la famosa approvazione orale.
Lodevole, però non dentro, ma accanto alla Famiglia francescana.

La Redazione ha detto...

grazie delle precisazioni

Anonimo ha detto...

Ma padre Manelli celebra la forma straordinaria "Versus popolum"?

Anonimo ha detto...

Evidentamente Pd Manelli pensa come Frà Bugnolo, che la approbazione della Regola di San Francesco fu allegata al Rito Romano Antico....forse vediamo i brami principali del Ordine segue l'esempio....

Anonimo ha detto...

padre Manelli celebra verso Oriente, però nelle basiliche romane (anche in Vaticano, anche...prima del 1970!) è l'ingresso ad essere rivolto a Oriente e ci si regola di conseguenza. In ogni caso si celebra verso il sole che sorge, simbolo di Cristo, a prescindere dalla posizione del popolo (che è diventato punto di riferimento della liturgia solo negli ultimi 40 anni e solo nella prassi, mai nella dottrina poiché il rito è sempre rivolto al Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo).

Stefano

Anonimo ha detto...

Sulla base di tale ragionamento il mio parroco dovrebbe celebrare verso l'ala destra del transetto, perché l'oriente è lì. Obiezione: ma l'oriente verso cui bisogna celebrare è l'oriente liturgico, non quello geografico. Controbiezione: e allora questo dovrebbe valere anche per le basiliche romane.

anonimissimo ha detto...

Si celebrava così anche prima del concilio: versus populum et versus orientem: Non fate i "più rubricisti delle rubriche".

Anonimo ha detto...

Quello di Stefano non è un ragionamento, ma la spiegazione esatta dello stato delle cose.

Il punto è che oriente geografico - oriente liturgico (cioè il Crocifisso d'altare) - ingresso e navata, nelle basiliche romane coincidono.

Un unico dubbio riguardo alle messe papali in san Pietro:
In momenti come l'"orate fratres", il Papa invece di rimanere rivolto ad est e quindi verso la navata, come avviene adesso, si voltava verso l'abside in cui erano collocati i prelati, la corte, ecc... Forse però questo avveniva solo nei pontificali...qualcuno sa invece cosa avveniva nelle messe non solenni celebrate dal Papa in san Pietro, ai "dominus vobiscum..."all'orate fratres, , all'"Ecce Agnus Dei"? Rimaneva rivolto al popolo che si trovava nella navata o si voltava, come nei pontificali, a quelli presenti nell'abside?

Anonimo ha detto...

Caro anonimo delle 10.47, un po' di rispetto non guasterebbe.
Forse però è chiedere troppo a certi figuri...
Ti consiglio di rileggerti e meditare.
Pax et bonum

inthings ha detto...

Ma perchè la croce è voltata verso il prete? Se ha ragione Ratzinger a considerarla pari all'iconostasi ortodossa, dovrebbe stare rivolta al popolo.

Anonimo ha detto...

mi sembra che certi commentatori del blog abbiamo la lucidità dell' appuntato nelle barzellette dei carabinieri

Anonimo ha detto...

Faccio presente all'anonimo delle 11,25 del 17 aprile, che, la scelta dei FFI di celebrare l'VIII centenario dell'approvazione orale della protoregola al Laternao richiama da vicino la celebrazione del 750° della approvazione della regola francescana, fatta nella medesima Basilica Lateranense (è solo un "caso"?). Allora però celebrò il Beato Papa Giovanni XXIII, alla presenza dei rappresentanti della grande famiglia francescana, pronunziando una mirabile omelia (cf. http://www.vatican.edu/holy_father/john_xxiii/homilies/1959/documents/hf_j-xxiii_hom_19590416_it.html#*), in cui il Pontefice ricorda, tra l'altro, la presenza al Laterano del mausoleo di Innocenzo III, il Papa che proprio al Laterano approvò la protoregola. Scrisse il Papa:
Stasera è il ricordo della sua Regola, che ci attrasse quassù. Si direbbe che la figura di Papa Innocenzo III di incomparabile memoria, qui riposante nel suo nobile e magnifico mausoleo, si sia come svegliata dal suo riposo per riconfermarci la realtà del suo sogno, il prodigio della Provvidenza celeste: per cui quella Regola, approvata non senza esitazione in un primo tempo, e poi per divina ispirazione riconosciuta come richiamo di Gesù al suo insegnamento più alto, venne ornata la prima volta da apostolico sigillo...
Una scelta più che opportuna, dunque, quella dei FFI, nel solco della storia francescana e non solo accanto.

Ale ha detto...

Chiedo all'anonimo che ha scritto il 18 aprile alle 23.34: da dove trai questa frase?

" ha ragione Ratzinger a considerarla pari all'iconostasi ortodossa"

???

Io questa cosa non l'jho mai sentita.

inthings ha detto...

"Ale ha detto... Chiedo all'anonimo che ha scritto il 18 aprile alle 23.34: da dove trai questa frase? " ha ragione Ratzinger a considerarla pari all'iconostasi ortodossa"
???
Io questa cosa non l'jho mai sentita".

La trovi nella Festa della Fede, non ti cito la frase, così ti leggi tutto il libro.

Anonimo ha detto...

La S. Messa del 16 aprile si può ammirare anche videoregistrata sul sito dei frati
http://curiaffi.immaculatum.net/tvimmacolata/

Anonimo ha detto...

Bisogna ricordare che i FFI non fanno parte del primo Ordine francescano, da cui i loro fondatori si sono separati e non sono neppure uno dei terzi ordini regolari. Sono una congregazione moderna di ispirazione francescana-mariana. Tristemente hanno scelto di non partecipare al Capitolo delle Stuoie e presentarsi al Successore di Pietro insieme agli altri. Un vero peccato di superbia. Altro che rito antico opportunisticamente preso al volo...

Anonimo ha detto...

Bene, dicci da quale osservatorio parli, per poterti permettere tali accuse.
Magari hai anche un poco di ragione in quanto scrivi, ma così pare solo che sputi inutile veleno.

Anonimo ha detto...

All'Anonimo delle ore 11:00 segnalo il messaggio qui sopra postato:

"Spett. Redazione,
sono un frate francescano dell'Immacolata. Circa il commento di quell'Anonimo lettore alla nostra iniziativa del 16 u.s., tengo a precisare che della Famiglia Francescana facciamo parte anche noi Frati Francescani dell'Immacolata (FI), anche se non siamo "ofm". Infatti, anche noi FI (Istituto religioso di diritto pontificio) professiamo la medesima Regola di ofm, ofmconv, e ofmcap.

Mi permetto di rilevare che ancora agli inizi del 1600, ai Cappuccini (nati verso il 1525) fu fatta l'obiezione di non essere veri frati minori, francescani, in quanto "nati" 3 secoli dopo san Francesco (e di fatto tale obiezione è rivolta anche a noi FI, nati giuridicamente nel 1990).

Papa Paolo V (1608) e Papa Urbano VIII (1627) hanno risposto che i Cappuccini osservano la medesima Regola delle altre Famiglie Francescane e i loro ordinamenti sono conformi alla Regola. Pertanto, credo proprio che come i Cappuccini, così anche noi FI possiamo dirci lecitamente francescani."


Se il suddetto Anonimo delle 11:00 è un frate francescano sia così gentile da esser più fraterno verso i frati FI. Grazie.